LE TRE FASI DEL DISCERNIMENTO SPIRITUALE: UN VIAGGIO VERSO LA LIBERTÀ INTERIORE

Viviamo immersi in un campo percettivo complesso, dove non tutto ciò che ci attraversa ha origine in noi, eppure, finché non iniziamo un autentico cammino di risveglio, continuiamo a identificarci con ogni pensiero, emozione o impulso che ci attraversa.

Il primo atto di libertà è la distinzione: imparare a riconoscere ciò che nasce dalla coscienza da ciò che proviene da una reazione meccanica.

Fase 1: Il risveglio della coscienza

Il primo stadio del lavoro interiore consiste nel distinguere tra il sé cosciente e la mente reattiva; quando siamo preda degli automatismi, reagiamo come macchine condizionate, recitando schemi ripetitivi.

Ma nel momento in cui ci osserviamo, quando scegliamo consapevolmente come rispondere anziché reagire, iniziamo a ricordarci di noi stessi.

Questa è la pratica dell’auto-osservazione, è la base della Quarta Via, è la soglia fra “sonno” e presenza, sii tratta di coltivare il ricordo si Sé anche mentre le emozioni si muovono dentro di noi.

Questo primo passo è accessibile e richiede volontà, costanza e disciplina.

Fase 2: Il discernimento dell’origine

Col tempo, chi cammina sinceramente verso il risveglio si accorge che non tutto ciò che sente o pensa è frutto del proprio mondo interiore, alcuni impulsi arrivano da forze esterne, da entità invisibili che influenzano la percezione e le scelte.

Il secondo stadio del discernimento è dunque la capacità di distinguere ciò che nasce da dentro da ciò che viene suggerito da fuori.

Questa fase è delicata e non è per tutti, richiede stabilità psichica e radicamento spirituale, senza queste basi, la scoperta che molte dinamiche interiori siano indotte da presenze esterne può risultare destabilizzante.

Solo chi ha già sviluppato una struttura interiore solida può attraversare questa soglia senza perdersi.

Fase 3: La natura delle influenze

Una volta riconosciuta la presenza di impulsi esterni, il terzo stadio è riconoscerne la natura, non basta sapere che un pensiero è arrivato “da fuori”, occorre comprendere chi lo ha inviato, con quale intento, da quale livello della realtà provenga.

Tutte le grandi tradizioni spirituali insegnano che non esistono solo esseri di luce o di ombra, ma anche entità centrali, legate all’equilibri ed è questa la via di mezzo, il pilastro centrale dell’Albero della Vita nella Kabbalah, il cammino tracciato dal Buddha, la Croce del Golgota su cui si erge la coscienza.

Gli esseri luciferici offrono visioni di luce ma gonfiano l’ego, creando illusioni spirituali mentre gli esseri arimanici, invece, imprigionano nella materia, offuscano lo spirito, trasformano la conoscenza in manipolazione.

Entrambi sono reali, entrambi possono sembrare affascinanti, solo chi ha affinato il discernimento sa riconoscere il pericolo che si cela sotto la loro maschera.

Il cammino autentico è quello verso il centro, dove abitano gli esseri solari, i custodi dell’equilibrio, riconoscerli non è facile, perché non lusingano l’ego e non impongono paura, si manifestano come richiami silenziosi, come bussole interiori.

Esercizio pratico: il diario delle influenze
Per coltivare il discernimento, inizia con un semplice esercizio quotidiano: tieni un diario delle tue reazioni. Ogni sera, prendi nota di un episodio del giorno in cui hai reagito impulsivamente. Chiediti:
Quell’emozione, da dove è sorta?
Era veramente mia, o sembrava “iniettata”?
In quel momento ero presente, o quale me (piccolo io) stava guidando?
Non giudicare. Osserva. Più pratichi, più impari a distinguere il tuo centro dal rumore esterno.

Vuoi imparare a riconoscere e rafforzare il tuo centro? Prenota una sessione conoscitiva gratuita. Insieme possiamo iniziare il tuo cammino di discernimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *